Economia circolare e acquaponica:
una nuova frontiera della riqualificazione urbana.

La prospettiva futura

La sfida di Agri Island, in partnership con Studio Gemma Progettazione, è integrare l’agricoltura, il green, l’allevamento e la sostenibilità in spazi urbani, pubblici, residenziali e spazi “intimi”. Green building, sostenibilità ambientale e alimentare integrati quindi con i sistemi tecnologico/industriali del sistema acquaponica. «Un’attività agricola urbana, sostenibile ed energeticamente efficiente genera un beneficio sociale, trasversale, perché l’ambiente è la nostra casa e non ce ne sono altre – spiega Ferrari – Questa considerazione è alla base dello studio sul recupero dei tessuti urbani degradati mediante la realizzazione di siti produttivi urbani di acquaponica, insieme allo Studio Gemma Progettazione che ha un’esperienza pluriennale nella riqualificazione urbana dei siti industriali dismessi e si sta occupando, con i suoi ingegneri e architetti, di rendere i sistemi fruibili, funzionali e perfettamente integrati con gli ambienti vissuti dalle persone. Esistono numerosissimi edifici in disuso che potrebbero essere facilmente convertiti e trasformati in efficienti sistemi di produzione alimentare, potendo riqualificare intere aree urbane: vecchi edifici industriali, ma anche serre, o aree degradate da adibire alla produzione alimentare ed alla vendita diretta». «Questa è la sfida che ci attende: integrare i sistemi nel mondo delle persone – aggiunge l’ingegner Giancarlo Gemma – anche per renderle consapevoli che il contributo di ciascuno è importante per il benessere o la sopravvivenza di tutti».

Il progetto della startup innovativa Agri Island potrebbe avere ricadute dirette sul mercato: la produzione, se gestita da comunità o da Onlus, potrebbe essere il mezzo per operare una riabilitazione e una reintroduzione nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati o, ancora, fornire cibo per avamposti isolati o ospedali costruiti in zone disagiate.

Le specifiche

La micro-fattoria Agri Island è concepita per realizzare con poca acqua e in pochi metri quadrati quello che normalmente viene prodotto in ettari di terra da irrigare. Nella micro- fattoria 4.0 le tecnologie del mondo IoT (Internet of Things) si interfacciano con la struttura e il sistema impiantistico. Attraverso l’ortotica (domotica delle piante) lo spazio diventa quindi una infrastruttura fisica e virtuale che, utilizzando decine di sensori, aggiorna continuamente l’intera “relazione” contadino/ fattoria, affinché esso possa essere sempre migliorabile e performante. Si tratta di un impianto ad alta tecnologia realizzato all’interno di spazi urbani o serre appositamente studiate allo scopo di ridurre al minimo le risorse energetiche necessarie alla produzione. Gli impianti arrivano stoccati in container standard, completi di tutto quanto necessario ad avviare fin da subito la produzione. La parte impiantistica è alloggiata su piattaforme (skid), pre-assemblate e pronte all’utilizzo, le carpenterie sono ad installazione facilitata e i collegamenti ben descritti nei modelli costruttivi.

Da L’ingegnere Italiano, 1-2019

Leggi qui tutto l’articolo